Musica anni 60: Telstar, lo Spazio in hit parade

I Tornados gruppo musicale anni 60 celebre per il brano Telstar.

La copertina di Telstar dei TornadosLa musica degli anni 60 non poteva ignorare la corsa allo Spazio. E in piena Era spaziale la band inglese dei Tornados dedicò una composizione a un satellite americano, il Telstar 1. Si trattava del primo lanciato per le telecomunicazioni, progettato dai Bell Labs di At&t e messo in orbita il 10 luglio 1962. Fu considerato un passo storico (video: A Day in History, Universal International News) destinato a disegnare il futuro dell’umanità rendendo il mondo più piccolo. Alimentato a celle solari, avrebbe trasmesso in mondovisione immagini tv, telefonate e dati. Grazie al Telstar, il 23 luglio 1962, la Rai inaugurò le trasmissioni in diretta dagli Stati Uniti. Sui teleschermi europei apparvero i grattacieli di Manhattan, le cascate del Niagara, parte della conferenza stampa di Kennedy, una veduta di Washington e la fiera di Seattle dedicata al futuro del Ventunesimo secolo.

Cinque milioni di copie vendute

Il motivetto dei Tornados del luglio 1962, preceduto da fruscii e bip “dallo Spazio”, ha segnato un’epoca quanto il satellite al quale si ispirò. Scalò le hit parade inglesi e consegnò i Tornados al successo: cinque milioni di copie vendute in tutto il mondo nei sei mesi dall’uscita. E grazie a Telstar i Tornados furono, secondo il giornalista musicale Mark Beaumont, la prima band britannica in testa alla US Hot 100. Scritto dall’impresario e compositore Joe Meck, il singolo – dominato dalla claviolina – è pure passato alla storia per essere il preferito della lady di ferro, Margareth Thatcher. Ecco la versione originale del 1962 su Spotify.

 

Joe Meck lanciò anche una versione vocale di Telstar, suonata da Kenny Hollywood. Il titolo del brano era Magic Star. Il testo (qui i versi) non faceva però riferimento alla straordinaria corsa verso il futuro che prometteva il satellite americano, ma tornava a parlare di un tema intramontabile: l’amore. Una cover di Magic Star fu eseguita anche da Margie Singleton: il batterista sostituì con il charleston i fruscii e bip del satellite, mentre la cantante country si impegnò in un’interpretazione alquanto tradizionale.

Telstar cantata anche in italiano

Di Telstar esistono versioni cantate in ben sei lingue: inglese, tedesco, francese, portoghese, sloveno e italiano. Nel 1962 fu Fabrizio Ferretti, allora esordiente a Castrocaro, a intonare per primo una versione italiana di Telstar“Va alta in ciel / risplende una città / di luci e di cristalli che / tutte le notti / brilla sul mondo” era il ritornello – nella quale non mancavano cuori e amore (qui il testo della canzone di Ferretti). La parte musicale era affidata all’orchestra di Sauro Sili e Bruno Martelli. Il duo beat (dei fratelli campani Franco e Luigi) I Campanino cantò invece Telstar, nel 1963, sostituendo le parole con i vocalizzi.

Ma sarebbe stata Caterina Valente, per Decca (1963), a intepretare nello stesso anno un testo di Mogol, Gaspare Gabriele Abbate e Giovanni Ferrio nel quale il riferimento al Telstar 1 è esplicito (sebbene sempre con tema l’amore): “Telestar che giri intorno a noi / che giri intorno al mondo sai / che tu puoi cercarlo / che puoi vederlo / e puoi dirgli che son qui / che l’aspetto a casa” (qui il testo integrale ). Un satellite complice, non più un satellite minaccioso o inquietante come invece, nel 1957, era apparso all’Occidente il sovietico Sputnik (che sul piano sonoro fu individuato con una serie di monotoni bip provenienti dallo Spazio).

Oltre 300 cover incise in oltre 50 anni

La copertina di Telstar eseguito dalla II Roman Jazz BandMa chi continuava a mietere successi fu soprattutto la versione strumentale. Nel complesso sono state censite ben 273 cover (versioni cantate incluse), di cui 19 già nel 1962. Qui l’elenco di tutte le esecuzioni di Telstar catalogate dai tedeschi Thomas Meyer e Jan Reetze. Ma le incisioni si stima possano essere oltre 300. Nella lista figurano anche una versione della II Roman New Orleans Jazz Band (1963), una di Armando Sciascia e la sua orchestra (1965) e quella al moog dell’Ingegner Giovanni e Famiglia (1973), pseudonimo usato in questa occasione dal maestro Piero Umiliani. Nel 1978 Telstar fu eseguita da un gruppo chiamato The Atoms per l’etichetta Durium Starts che le note di catalogo ricollegano al dj Daniele Baldelli. In discoteca nazionale è poi conservato un disco del 1963 della Rai sempre con inciso Telstar.

La nuova versione dei Tornados

Oggi si può ascoltare un  remake in digitale, sempre dei Tornados, di Telstar. Ecco la nuova registrazione, su Spotify.

 

Nella colonna sonora di Mad Men

Telstar è suonata nella colonna sonora della serie tv Mad Men. L’episodio è il numero 10 della seconda stagione: “L’eredità” (The Inheritance). Il brano è eseguito quando Don Draper si trova sull’aereo che lo sta portando a una convention aerospaziale. Gli autori hanno scelto di utlizzare il celebre brano dei Tornados per rappresentare la svolta tecnologica e la corsa allo Spazio di quegli anni, ma anche – come annota Rolling Stones – per sottolineare la prospettiva futura di una nuova vita a Los Angeles a fronte della crisi matrimoniale del protagonista della popolare serie.

Questo post appartiene a una sorta di taccuino aperto e in progredire di storie ulteriori rispetto al libro “Il futuro è sempre esistito”, ma che a esso in qualche modo rimandano. Non si tratta di un estratto.

Edoardo Poeta

Edoardo Poeta è giornalista dal 1989. Ha lavorato per Il Messaggero, Corriere dell’Umbria e uffici stampa. Tra i fondatori di 2L Italia, prima rivista italiana in/su Second Life, scrive di nuove tecnologie e comunicazione digitale. Laureato in Giurisprudenza, si è perfezionato in Scienze della comunicazione a La Sapienza. È tra gli autori di “Cittadinanzadigitale” (a cura di Luisanna Fiorini, 2009, Edizioni Junior). Nel 2014 ha pubblicato come ebook, sempre per Falsopiano, la prima edizione de “Il futuro è sempre esistito” (2018).