1962: dalle prenotazioni aeree alle banche automatizzate

È morta l’8 dicembre 2018 a Manhattan, a 93 anni, Evelyn Berezin. Il New York Times l’ha ricordata come la donna che inventò il word processor, liberando migliaia di segretarie americane dalla schiavitù della ribattuta. Forse non fu esattamente la prima a realizzare un sistema di word processing, termine coniato, tra l’altro, a metà anni ’50 da un rivenditore tedesco delle macchine da scrivere IBM, Ulrich Steinhilper.

Prenotazioni attraverso il computer

Berezin andrebbe però ricordata per aver progettato, intorno al 1962, il sistema di prenotazione passeggeri per United Airlines per conto della Teleregister. Una società che si era specializzata nel collegamento tra cervelli elettronici per la gestione, appunto, di un sistema per agenzie di viaggi che oggi ci sembra strano potesse esistere oltre 50 anni fa.

Si trattava di un apparato centralizzato, con tre processori indipendenti collegati, che servì 60 città negli Stati Uniti. Tempo di risposta? Un secondo. Ed è stato un sistema che ha funzionato per undici anni senza mai subire guasti. La Berezin, nata nel 1925 a New York, studiò fisica e fu anche una delle prima donne manager che con la sua Redactron corporation nel 1969 avrebbe creato “Data Secretary”, un computer che servendosi di una macchina da scrivere IBM – la Selectric Typewriter – avrebbe consentito di modificare, cancellare, copiare e incollare un testo.

Uno dei primi sistemi di emissione di biglietti aerei della Teleregister (1961) – foto Computer History Museum

Le operazioni di banca online

Ma torniamo al sistema di prenotazione dei voli della Teleregister, perché su di esso trovava fondatezza una delle più sorprendenti previsioni di quel 1962. Nell’articolo “Nel 2000 i telefoni faranno tutto loro” pubblicato da Trapani Nuova (e che ha ispirato il libro “Il futuro è sempre esistito”) compare la previsione che nel futuro ci si sarebbe serviti della rete telefonica per le operazioni di banca. Una previsione che potrebbe sembrare campata in aria o consolidatasi solo nella fantasia dell’anonimo autore – anonimo solo per chi non ha letto il libro.

Nel 1962 la Howard Savings Institution, la Union Dime Savings Bank e la Society for Savings erano infatti già dotate di sistemi di online banking prodotti proprio dalla stessa Telegister Corporation, azienda che si era fatta le ossa con i computer per la gestione in tempo reale delle prenotazioni delle maggiori compagnie aeree statunitensi. Insomma con sistemi analoghi a quelli progettati da Evelyn Berezin.

Le prenotazioni dei voli? A macchina

Una parte dell’articolo di Giancarlo Masini apparso sul Corriere della Sera del 10 aprile 1965.

Nel 1965 le prospettive di sviluppo di questi sistemi, grazie all’IBM, sembrano preludere al futuro che viviamo oggi con app e servizi di prenotazione online. Sul Corriere Milanese del 10 aprile di quell’anno il giornalista scientifico Giancarlo Masini annunciava che un domani l’impiegato di un’agenzia di viaggio avrebbe pigiato dei tasti e avuto una risposta a video sui voli più appropriati per un viaggiatore che ad esempio volesse andare a New Yor via Londra. Subito dopo la macchina avrebbe rivelato se sul volo scelto c’erano posti, avrebbe registrato il nome, il pagamento e, volendo, la prenotazione alberghiera.

Le banche del futuro

Tanto per confermare il legame tra queste tecnologie e altri utilizzi le pagine milanesi del Corriere della Sera titolavano: “Il nuovo apparecchio elettronico potrà avere utili impieghi anche nelle banche e nel settore industriale”. Come dire: nel 1962 a Trapani Nuova – e alla At&t di cui riferiva i progetti – avevano visto giusto. O, meglio, non avevano inventato nulla. Anche se si proiettavano un passo avanti rispetto all’immaginario del tempo. Solo nel 1966, infatti, sempre Masini – con un servizio sulla Domenica del Corriere – rivelerà che al MIT si stava sperimentando un sistema di collegamenti a distanza multiutente con un cervello elettronico centrale che avrebbe consentito numerose applicazioni. Tra cui quelle del rendere disponibili operazioni bancarie che oggi diremmo online e la digitalizzazione delle monete.

Nonostante ciò la banca a distanza deve essere apparsa come qualcosa di troppo remoto o inconcepibile. Basta guardare l’illustrazione di Walter Molino pubblicata all’inizio di questo post. Apparso sulla Domenica del Corriere n. 8 del 20 febbraio 1966 (numero del quale si parla ne “Il futuro è sempre esistito“) il disegno mostra una banca senza impiegati, nella quale – come descrive la didascalia che la accompagnava – si immaginava la presenza negli istituti di credito di cervelli elettronici incapaci di errori. Nulla di online, molto di robotizzato. D’altra parte lo sviluppo dei “bancomat” (ATM) cominciò nel 1968 per opera di Don Wetzel della Docutel e fu sperimentato il 2 settembre 1969 al Rockville Center della Chemical Bank di New York. E si trattava di una macchina off-line. Il futuro poteva attendere.

 

Edoardo Poeta

Edoardo Poeta è giornalista dal 1989. Ha lavorato per Il Messaggero, Corriere dell’Umbria e uffici stampa. Tra i fondatori di 2L Italia, prima rivista italiana in/su Second Life, scrive di nuove tecnologie e comunicazione digitale. Laureato in Giurisprudenza, si è perfezionato in Scienze della comunicazione a La Sapienza. È tra gli autori di “Cittadinanzadigitale” (a cura di Luisanna Fiorini, 2009, Edizioni Junior). Nel 2014 ha pubblicato come ebook, sempre per Falsopiano, la prima edizione de “Il futuro è sempre esistito” (2018).