Com'era il futuro immaginato 50 anni fa?

Nel 2000 i telefoni faranno tutto loro. Trapani Nuova 1962

Il ritrovamento a Trapani - grazie a Laura e Giovanni Montanti e a Lorenzo Gigante - di un articolo ingiallito del 1962 ha aperto la ricerca dell'autore. Un viaggio dalla Sicilia agli Stati Uniti, per tornare in Italia in un'inesauribile sequenza di collegamenti tra fiction, storia e invenzioni tecnologiche. Nelle librerie (oltre che su quelle online), l'edizione ampliata e aggiornata in un volume a stampa derivato dall'ebook già bestseller Amazon in storia sociale e culturale edito da Edizioni Falsopiano.


Un picturephone.

1962: il domani che c’era già

Nel 1962, negli Usa, tre esperti americani della AT&T annunciarono come avremmo vissuto nel 2000. E Trapani Nuova lo raccontò. Fu profezia o il futuro esisteva già?

La radiotrasmittente da polso.

L’avvenire disegnato dagli italiani

Gli italiani a metà 900 – tra Italia e Stati Uniti – realizzarono il primo pc della storia, reti anticipatrici del web, videotelefoni e gli orologi-radiotrasmittenti alla Dick Tracy.

La fiera mondiale di New York del 1964 By Anthony Conti; scanned and published by PLCjr from Richmond, VA, USA (NY World's Fair 1964-1965) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

Il sogno di una pace hi-tech

Dalla Belle Èpoque alla fiera di New York del 1964: spopola l’utopia della comprensione e pace tra i popoli grazie alle tecnologie per la comunicazione e la condivisione del sapere.

1968. Dopo la voce? "Useremo la tastiera"

«In pochi anni – aveva profetizzato lo psicologo e precursore di internet Joseph Licklider nel 1968 – gli uomini saranno in condizione di comunicare più efficacemente attraverso una macchina che faccia a faccia» . Le comunità non sarebbero state più comunità per comunanza di luogo, ma per comunanza d’interessi. Un social network ante litteram, insomma. E Joseph Licklider aveva indovinato: sarebbe stato più semplice usare la tastiera che non parlare al telefono.

Edoardo Poeta

L’autore: Edoardo Poeta

Edoardo Poeta è giornalista dal 1989. Ha lavorato per Il Messaggero, Corriere dell’Umbria e uffici stampa. Tra i fondatori di 2L Italia, prima rivista italiana in/su Second Life, scrive di nuove tecnologie e comunicazione digitale. Laureato in Giurisprudenza, si è perfezionato in Scienze della comunicazione a La Sapienza. È tra gli autori di “Cittadinanzadigitale” (a cura di Luisanna Fiorini, 2009, Edizioni Junior). Nel 2014 ha pubblicato come ebook, sempre per Falsopiano, la prima edizione “Il futuro è sempre esistito”.

Altre storie di futuri esistiti sul blog www.plurale.net.

Per un’archeologia del futuro

Il libro Il futuro è sempre esistito. Percé negli anni 60 a Trapani avevano previsto che nel 2000 avremmo fatto tutto (o quasi) con il telefono

Le predizioni sbagliate finiscono per esser dimenticate o irrise. Quelle avveratesi sono entrate nell’uso e magari le trascuriamo. C’è, da ultimo, un’altra eventualità: le predizioni si sono rivelate esatte, però la tecnologia su cui si fondarono è stata abbandonata. E questo nonostante esse, magari, siano state segno di un’epoca e abbiano contribuito – in qualche modo – agli usi che sarebbero poi stati fatti di altre tecnologie. Quelle vincenti. Disseppellire quegli sforzi d’immaginazione, quelle visioni, quegli utilizzi è un’azione doverosa, che può essere assimilata a quella compiuta dagli archeologi. Solo che si tratta di oggetti del passato utilizzati dalla loro epoca per disegnare (o sognare) il futuro e non di reperti confinati nella loro epoca. È l’archeologia del futuro.

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Edoardo Poeta, “Il futuro è sempre esistito” – Copertina flessibile: 235 pagine | Editore: Falsopiano (2018) | Collana: Le arti | ISBN-10: 8893041014 | ISBN-13: 978-8893041010 | Distribuzione: CDA Consorzio Distributori Associati s.c.r.l. Via Mario Alicata, 2F 40050 Monte San Pietro (BO) – e-mail: info@cdanet.it